Il blocco anti-bot ha salvato il negozio. Poi Google ha mandato il conto
Un caso reale su una farmacia online PrestaShop. A giugno il sito è andato giù per un'ondata di bot sui filtri del catalogo. L'ho rimesso in piedi con un blocco anti-bot. Funzionava.
Quattro mesi dopo Google Search Console ha segnalato 453 errori del server. Li aveva creati proprio quel blocco.
Te lo racconto per intero. Perché la parte utile per te è proprio la seconda.
Giugno: il sito giù, e non per colpa del traffico vero
il cliente mi scrive che il sito non risponde. Né il negozio né il back office.
Nei log trovo una pagina sola martellata: la pagina offerte, colpita 54.461 volte da 46.677 indirizzi diversi. Non una persona che ricarica. Una rete di bot sparsi, ognuno con poche richieste, tutti sulla stessa pagina e sui suoi filtri.
Il dettaglio che spiega tutto: su 2.000 richieste ai filtri, 1.886 erano indirizzi diversi. Ogni bot apriva una combinazione nuova (prezzo, marca, ordinamento, quanti prodotti per pagina). Nessuna finiva in cache. Ognuna costringeva database e server a lavorare da capo.
Il server ha ceduto: troppe connessioni aperte, database saturo.
Hai un problema simile sul tuo PrestaShop adesso? Se preferisci che ci guardi io, scrivimi o richiedi il controllo gratuito. Altrimenti continua a leggere.

La difesa: chiudere i filtri a chi non è un cliente
Il primo intervento (più connessioni, blocco dei bot noti, limite di richieste per indirizzo) non è bastato. Il giorno dopo il sito è ricaduto.
Allora ho cambiato approccio. Un cliente vero, quando usa i filtri, ha già aperto il negozio e ha una sessione. I bot no. Ho bloccato le richieste ai filtri arrivate senza sessione e ho messo una cache brevissima sulla pagina offerte.
Il carico del server è sceso da 10 a 3,8. Il database è tornato a riposo. Il sito è rimasto in piedi.
Fin qui, una storia a lieto fine.

Ottobre: Google manda le sue segnalazioni
A ottobre il cliente mi gira quattro mail. Search Console e Merchant Center segnalano problemi da sistemare. Sembrano lavori diversi. Sono la stessa storia.
La più importante: 453 errori 5xx, cioè "il server non ha risposto". Tutti su indirizzi con i filtri.
Li ho incrociati coi log. Non erano errori veri del negozio. Era il mio blocco di giugno: Googlebot visita i filtri senza sessione, proprio come i bot cattivi, e veniva respinto come loro. Per Google, centinaia di pagine del sito risultavano rotte.
Lo dico senza girarci intorno: un effetto collaterale della difesa che avevo messo io. Lo dovevo sistemare io, dentro l'assistenza.
Cosa ho sistemato in un pomeriggio
Ho preparato le modifiche, con backup di tutto prima:
- robots.txt sui filtri. Ho detto a Google di non scansionare le combinazioni di filtri, ordinamenti e viste. Così non ci passa più e non trova porte chiuse. I bot cattivi restano bloccati come prima.
- Redirect da temporanei a definitivi. 4.048 pagine (più la versione con "www") reindirizzavano con un redirect "temporaneo" (302). Per Google vuol dire "torna a controllare". Li ho resi definitivi (301): Google sposta il valore sulla pagina giusta e smette di chiedere.
- Briciole di pane del blog. Search Console segnalava dati strutturati sbagliati nel percorso delle pagine blog. Corretti.
- Orologio del database. Era indietro di due ore rispetto all'ora italiana. Allineato: differenza zero.
- Sito di sviluppo spento. Una copia di prova era ancora raggiungibile. Sospesa, per non avere un doppione in giro.
Poi, in videochiamata con il cliente, abbiamo chiesto a Google di riscansionare il robots.txt e di convalidare le correzioni su errori 5xx, redirect e briciole di pane.
Vuoi che lo controlli io sul tuo PrestaShop?
Descrivimi il problema: ti dico cosa vedo e, se serve un intervento, quanto costa prima di iniziare.
Richiedi l'analisi gratuitaWhatsAppUna settimana dopo: altri due lavori, uno invisibile
Il 26 ottobre il cliente chiede altri ritocchi. Due cose:
- 28 regole di redirect per categorie disattivate e vecchie pagine del sito precedente, così chi arriva da un vecchio link non finisce su una pagina vuota. Prima di metterle ho controllato che quelle categorie fossero davvero tutte spente.
- Sitemap rigenerata: 16.154 indirizzi, con un aggiornamento automatico ogni notte. Google trova sempre l'elenco giusto senza che nessuno debba ricordarsene.
E una cosa che non aveva chiesto: controllando i log ho visto che il database del negozio era raggiungibile da internet, non solo dal sito, e che qualcuno ci aveva provato. L'ho chiuso. Il sito usa il database dall'interno: per lui non è cambiato niente.
Cosa puoi controllare tu sul tuo PrestaShop
- Apri Search Console, sezione Pagine. Se vedi errori 5xx sugli indirizzi con i filtri, chiediti chi li blocca: a volte è la tua stessa protezione.
- Una difesa va ricontrollata dopo. Un blocco che salva il sito oggi può tagliare fuori Google domani.
- Redirect: 301, non 302. Se una pagina è cambiata per sempre, dillo a Google per sempre.
- I filtri non vanno indicizzati. Mettili nel robots.txt. Risparmi lavoro al server e confusione a Google.
- Guarda cosa è aperto a internet. Non solo le pagine: anche database e servizi del server.
È la stessa trappola dei filtri del caso Riso Guerrini: i filtri a faccette, senza regole, attirano bot che il server non regge.
Vuoi sapere cosa vede Google del tuo negozio?
Hai tre strade, scegli tu:
- Controllo gratuito. Mi dici cosa ti segnala Search Console o cosa vedi sul sito, ti dico se c'è qualcosa che non torna. Scrivimi qui.
- Analisi PrestaShop (497 €). Guardo log, Search Console, filtri, redirect e sicurezza del server, e ti consegno cosa sistemare e in che ordine. Vedi l'Analisi.
- Negozio Sempre al Top (297 €/mese). Lo tengo d'occhio io ogni mese, segnalazioni di Google comprese, così non ti arrivano quattro mail tutte insieme. Vedi i servizi.
Frank
Francesco Ingrosso · Visioweb