SEO PrestaShop

SEO PrestaShop: dove perdi traffico nel tuo negozio

Francesco Ingrosso Francesco Ingrosso
• 25 Set 2026 • 6 min lettura

In sintesi

Sette errori di SEO PrestaShop che tengono il tuo negozio lontano dalla prima pagina di Google: URL duplicati, titoli, meta description, immagini, contenuti copiati, lentezza e pagine rotte. Per ognuno ti spiego cosa controllare e come sistemarlo.

Hai un negozio PrestaShop. I prodotti sono caricati, le foto ci sono, il sito è online.

E il traffico da Google? Poco. Oppure fermo da mesi.

Nella mia esperienza il problema raramente è un mistero. Sono quasi sempre le stesse sette cose, ripetute su negozi diversi. Nessuna è spettacolare. Tutte, sommate, ti tolgono clic ogni giorno.

Te le spiego come le spiegherei a un commerciante: con il negozio fisico davanti agli occhi. Niente gergo. Solo cosa succede, perché ti costa e cosa fare.

1. URL duplicati: lo stesso prodotto su dieci cartelli diversi

Immagina un magazzino dove lo stesso scaffale è raggiungibile da dieci corridoi, ognuno con un cartello diverso. Il cliente si perde. Google pure.

Su PrestaShop succede quando filtri, ordinamenti e parametri creano indirizzi diversi che mostrano quasi la stessa pagina. Ogni indirizzo in più è una copia che compete con l'originale.

Cosa controlli

  • Che gli URL semplificati siano attivi, con indirizzi leggibili del tipo /categoria/prodotto.
  • Che la pagina categoria con un filtro applicato non venga trattata da Google come una pagina nuova a sé.
  • Che ogni pagina indichi qual è la sua versione principale, il cosiddetto canonical, e che punti all'indirizzo pulito.

Apri Google e scrivi site:tuodominio.it. Se vedi indirizzi pieni di punti interrogativi e parametri, hai trovato il primo problema.

2. Titoli H1 e H2 senza logica: scaffali con targhette vuote

Su ogni pagina prodotto il titolo principale deve dire cosa stai vendendo. Punto.

L'errore che vedo di più è l'H1 uguale su decine di pagine, oppure sottotitoli come "Ottima qualità" e "Scopri di più". Frasi che potrebbero stare su qualsiasi prodotto di qualsiasi negozio. E infatti non dicono niente a nessuno.

Come si sistema

  • Un solo H1 per pagina, diverso da tutte le altre: cosa è, modello o taglia, variante che conta.
  • Sottotitoli H2 che rispondono a domande vere: materiali, compatibilità, uso, spedizione.
  • Zero ripetizioni meccaniche della stessa parola chiave. Se la ripeti dieci volte si legge male, e Google lo capisce.

Scrivi come parleresti a un cliente al banco. Se la targhetta non gli dice cos'è, non lo prende in mano.

3. Meta description lasciate al caso: la vetrina con le tende abbassate

Sei in prima pagina. Bene. Ma chi passa non si ferma.

La meta description è il testo sotto il titolo nei risultati di Google. Non è un fattore di posizionamento diretto, ma decide se qualcuno clicca o tira dritto. Se PrestaShop la riempie da solo con un pezzo di scheda tecnica, quello che leggono è un elenco di misure. Nessuno si ferma davanti a un elenco di misure.

Come si sistema

  • Scrivila a mano almeno per le categorie e per i prodotti che vendono di più.
  • Dì cosa risolve il prodotto, per chi è e cosa succede se lo compri: spedizione, garanzia, reso.
  • Tieni il testo entro i 155-160 caratteri circa, così non viene tagliato.
  • Chiudi con un invito semplice, tipo "Guarda i modelli disponibili".

Mettiamo che vendi ricambi. Una descrizione che dice per quali modelli sono compatibili e in quanti giorni arrivano vale più di venti righe di codici.

4. Immagini senza nome e senza testo alternativo

Google non guarda le foto come le guardi tu. Legge i nomi dei file e il testo che le descrive.

Se carichi IMG_9921.jpg senza descrizione, quella foto è una scatola senza etichetta. Esiste, ma nessuno sa cosa c'è dentro. Ti perdi anche le ricerche per immagini, che per un negozio di prodotti fisici non sono poche.

Come si sistema

  • Rinomina i file prima di caricarli: scarpe-running-uomo-nere.jpg, non il codice della fotocamera.
  • Comprimi le immagini. File enormi rallentano la pagina, e una pagina lenta perde clienti.
  • Compila la legenda dell'immagine, che PrestaShop usa come testo alternativo. Descrivi quello che si vede, senza riempirla di parole chiave.
  • Imposta larghezza e altezza, così la pagina non salta mentre si carica.

5. Descrizioni copiate dal fornitore: tutti vendono la stessa cosa con le stesse parole

Importi il catalogo, incolli i testi del fornitore, vai online. Comodo. Ma quegli stessi testi sono su altri negozi, spesso decine.

Google non sa chi premiare, quindi non premia nessuno in modo netto. Peggio ancora se le varianti di colore e taglia diventano pagine separate con lo stesso testo: le tue stesse pagine si fanno concorrenza tra loro.

Come si sistema

  • Riscrivi con parole tue almeno i prodotti principali. Parti da quelli che vendi di più.
  • Tieni i dati tecnici nelle caratteristiche e usa il testo libero per convincere, non per ripetere la scheda.
  • Gestisci le varianti come scelte dentro la stessa pagina, non come pagine indicizzabili diverse.

Non serve riscrivere tremila schede in un weekend. Serve un ordine di priorità e la costanza di fare i primi cinquanta prodotti bene.

6. Sito lento: il cliente esce prima di vedere il prodotto

Puoi avere titoli perfetti e descrizioni scritte bene. Se la pagina impiega una vita ad aprirsi, il cliente è già uscito.

Su PrestaShop la lentezza ha spesso cause banali: immagini troppo pesanti, tema carico di funzioni che non usi, moduli installati anni fa e mai tolti, hosting economico sottodimensionato. Ogni modulo in più è codice che gira a ogni visita.

Cosa controlli

  • Apri il tuo negozio dal telefono, con la connessione normale, non con il wifi dell'ufficio. Quanto ci mette?
  • Elenca i moduli attivi. Quelli che non sai a cosa servono, probabilmente non servono.
  • Verifica che la cache di PrestaShop sia attiva e configurata.

Qui non c'è una magia. C'è un negozio da alleggerire, un pezzo alla volta.

7. Pagine rotte e redirect mancanti: clienti mandati contro un muro

Cambi il nome di una categoria. Elimini un prodotto fuori catalogo. Sposti una pagina. Google ha ancora il vecchio indirizzo in memoria, e chi ci clicca trova un errore 404.

Il cliente se ne va. E l'autorità che quella pagina aveva costruito nel tempo va con lui.

Come si sistema

  • Quando cambi un indirizzo, imposta un reindirizzamento 301 verso la pagina nuova.
  • Per i prodotti che non vendi più, decidi cosa fare: reindirizzare a un prodotto simile o alla categoria, invece di lasciare l'errore.
  • Controlla ogni tanto in Google Search Console l'elenco delle pagine con errore.

Da dove parti, adesso

Non tutti e sette pesano uguale sul tuo negozio. Su uno il problema principale sono i duplicati, su un altro la lentezza, su un altro ancora le descrizioni copiate.

Il rischio è mettersi a sistemare tutto, a caso, e perdere due mesi su cose che spostano poco. Prima capisci dove perdi di più. Poi sistemi quello.

Se vuoi che lo guardi io, sul tuo negozio vero, con i tuoi numeri: fai analizzare il tuo PrestaShop. Ti dico cosa non va e cosa conviene sistemare per primo. Gli accessi restano tuoi, il codice resta tuo. E a rispondere sono io, non un ticket.

Frank

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Francesco Ingrosso - Esperto PrestaShop

Scritto da

Francesco Ingrosso

15 anni su PrestaShop, 300+ store seguiti. Ingegnere del software: lavoro ogni giorno su e-commerce reali, tra migrazioni, performance e recupero vendite.