Schema markup per PrestaShop: come ottenere rich snippets in 7 giorni
Guida completa su schema markup prestashop per proprietari di e-commerce PrestaShop.
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In sintesi
Il 19 giugno è passato: il pulsante di recesso (art. 54-bis) è ora obbligatorio sul tuo PrestaShop. Cosa chiede la norma, perché il modulo Resi non basta e come adeguarti in mezza giornata.
Mettiamo subito un paletto: questo è un approfondimento tecnico, non un parere legale. Ti spiego cosa è cambiato sul tuo PrestaShop con il nuovo obbligo del pulsante di recesso e come ci si mette in regola, da chi i PrestaShop li sistema per mestiere. Per sapere quanto la norma pesa sul tuo caso preciso, senti il tuo legale. Su questo non transigo.
Aggiornato al 15 luglio 2026.
Hai un PrestaShop e vendi al pubblico? Allora fermati un attimo, perché la scadenza di cui si parlava a giugno non è più una scadenza futura.
È già passata. Dal 19 giugno 2026 l'obbligo è in vigore. Arriva dal D.Lgs. 209/2025, che attua la Direttiva UE 2023/2673 e inserisce l'art. 54-bis nel Codice del Consumo. Tradotto sul tuo store: da quella data devi mettere a disposizione del cliente una vera e propria funzione di recesso online. Un pulsante dedicato, con un'etichetta precisa.
Quindi la domanda non è più "quando mi adeguo": è "il mio PrestaShop è già a norma, oggi?". Se la risposta è no, non sei "in ritardo di poco": sei già esposto, adesso.
Ti spiego cosa chiede la norma, cosa rischi ora che la data è alle spalle, e perché — qualunque sia la lettura giuridica del tuo caso — sul tuo PrestaShop la cosa si chiude in mezza giornata.
Faccio la parte onesta subito, perché è qui che in tanti ti spaventano per venderti qualcosa.
La norma nasce per i contratti a distanza conclusi tramite un'interfaccia online. La lettura che oggi va per la maggiore tra chi commenta la direttiva la estende a ogni e-commerce B2C che vende beni al consumatore. Quindi, con ogni probabilità, anche al tuo. C'è poi chi la legge in modo più stretto e la limita ad alcuni ambiti, come i servizi finanziari.
Ecco la posizione onesta, senza terrorismo: in entrambe le letture il bottone sul tuo PrestaShop si fa in mezza giornata e ti toglie il dubbio. Adegui il checkout una volta, ti metti l'animo in pace e smetti di pensarci. Sulla portata esatta per il tuo store, lo ripeto, la parola finale resta del tuo legale.
È la falsa sicurezza che sto sentendo più spesso da quando la data è passata. Suona così: "ma io ho già la gestione resi / il modulo RMA, il recesso ce l'ho già".
Fermati, perché qui ci si fa male. Il modulo Resi non è il pulsante di recesso. Sono due cose diverse:
Puoi avere un modulo Resi perfetto e non essere comunque a norma sul recesso, perché ti manca il pulsante fatto come dice la legge. Sono due caselle separate: spuntarne una non spunta l'altra.
Secondo malinteso, gemello del primo: "ho aggiornato le condizioni di vendita, quindi ho chiuso". Anche qui, no. Aggiornare il testo delle CGV o dell'informativa è necessario (è uno dei requisiti, lo vedi sotto), ma non basta: la norma chiede una funzione tecnica nel checkout, non solo una riga in più in una pagina legale. Se il pulsante non c'è, le condizioni aggiornate da sole non ti mettono in regola.
Qui sta il cuore della faccenda. Attento, perché qui non basta mettere un link a caso: la norma chiede una funzione precisa, con regole precise. Sono quattro.
1. Il pulsante con l'etichetta vincolata.
Deve esserci un pulsante facile da trovare e ben visibile. L'etichetta non te la inventi tu: la norma indica la dicitura "Recedere dal contratto qui" (o una formula equivalente altrettanto chiara). Niente "annulla", niente "gestisci ordine" sepolto in fondo a una pagina.
2. La procedura a 2 step con conferma separata.
Premere il pulsante non chiude il recesso. Serve un secondo passaggio: il cliente compila, poi arriva una conferma esplicita e separata, con un comando del tipo "Confermare il recesso". Due passaggi, così la volontà di recedere è chiara e nessuno chiude un contratto con un click di troppo.
3. La ricevuta su supporto durevole con data e ora.
Quando il recesso è confermato, al cliente deve arrivare una conferma su supporto durevole (di solito una mail) che attesti il recesso e ne registri data e ora. È la prova che la richiesta è arrivata in quel preciso momento. Vale per lui e vale per te.
4. L'aggiornamento delle informazioni precontrattuali.
Le informazioni che dai prima della vendita (quelle dell'art. 49) vanno aggiornate per dire al cliente che questa funzione esiste e dove la trova. La finestra resta quella di sempre: 14 giorni per esercitare il recesso — a patto che tu sia a norma. Ed è proprio qui che si annida il rischio più salato, come vedi subito sotto.
Questi quattro punti sono la sostanza. Se il tuo PrestaShop li copre, la parte tecnica è fatta.
Niente allarmismo, solo i fatti — e ora sono fatti al presente, non ipotesi future.
Primo rischio: la finestra dei 14 giorni si allunga. Se non rendi disponibile la funzione di recesso nei modi previsti, il diritto di recesso del cliente può estendersi fino a 12 mesi e 14 giorni. In soldi: un cliente che ha comprato oggi potrebbe restituirti il prodotto e chiederti il rimborso tra dieci mesi, quando tu quel margine lo davi per incassato da un pezzo. Ogni ordine che passa dal tuo checkout non a norma è un ordine con questa coda aperta sopra.
Secondo rischio: il quadro sanzionatorio. Qui tengo separati due piani, perché sono cose diverse e non vanno mescolate:
Il punto non è spaventarti con la cifra più grossa. Il punto è che l'asticella sul "rendere facile annullare" si sta alzando, non abbassando, e da giugno l'obbligo è scritto nero su bianco.
Quindi la scelta è semplice: un bottone che ti costa mezza giornata, oppure un'esposizione che — da oggi, non "da giugno" — ti pende sopra la testa per un anno.
Per metterti a posto hai due strade.
La via difficile. Chiami il legale per i testi, chiami uno sviluppatore per costruire la funzione, fai il ping-pong tra i due, aspetti i preventivi, integri a mano il flusso a due step nel checkout, costruisci la mail di conferma con data e ora, ti inventi un registro per ritrovare le richieste nel back-office. Settimane di lavoro. E intanto sei scoperto ogni giorno che passa.
La via facile. Installi un modulo pronto che mette già il pulsante con l'etichetta giusta, il flusso a due step con conferma separata, la mail-ricevuta con data e ora e il registro delle richieste lato back-office. In pochi minuti. E torni a occuparti della parte che conta davvero: vendere.
Tra le due, indovina quale scelgono i miei clienti.
L'ho costruito apposta per questo. Si chiama Pulsante di Recesso ed è un modulo PrestaShop che ti dà la funzione tecnica richiesta dall'art. 54-bis:
Lo installi e gira. Codice tuo, sul tuo store, server tuoi. Nessun vendor lock-in.
Se non hai voglia di metterci mano tu, te lo installo e te lo configuro io sul tuo PrestaShop: aggiungi €50 al modulo e lo trovi già montato, testato e funzionante, con il pulsante al posto giusto e la mail-ricevuta attiva. Tu non tocchi niente.
E adesso la parte dove l'onestà conta più della vendita. Il modulo ti dà la funzione tecnica, quella che la norma chiede al checkout. La conformità legale completa è un'altra cosa: le condizioni generali di vendita, i testi precontrattuali, le eventuali esenzioni per il tuo settore e la gestione concreta di resi e rimborsi restano cose che imposti e validi con il tuo legale. Il modulo costruisce il "pulsante a norma"; la cornice giuridica intorno la mette il tuo avvocato. Non ti prometto una "conformità garantita" da un click: te lo dico chiaro così non ti vendo fumo.
Il recesso è un pezzo del puzzle. Ma il 2026 ti arriva addosso con più di una scadenza.
AI Act. GPSR. Accessibilità. Sono altri tre fronti che toccano gli e-commerce, ognuno con i suoi obblighi tecnici (ho scritto una guida dedicata a ciascuno). Se li affronti uno alla volta diventano quattro interventi, quattro preventivi, quattro grane diverse.
Per questo ho messo insieme il Kit Conformità 2026 (€247): i 4 moduli in bundle, così sistemi recesso, AI Act, GPSR e accessibilità in un colpo solo invece che a rate. Una conformità tecnica più ordinata, a un prezzo più basso del prenderli separati.
Dal 19 giugno 2026. L'obbligo arriva dal D.Lgs. 209/2025, che attua la Direttiva UE 2023/2673 e introduce l'art. 54-bis nel Codice del Consumo. Non è più una scadenza futura: è già in vigore, quindi la domanda giusta oggi è se il tuo store è a norma adesso.
No. Il modulo Resi gestisce la merce che torna indietro (autorizzazione, etichetta, rientro a magazzino). Il recesso ex art. 54-bis è l'atto con cui il cliente scioglie il contratto tramite una funzione dedicata, con etichetta vincolata, procedura a due passaggi e ricevuta con data e ora. Puoi avere un modulo Resi perfetto e non essere comunque a norma sul recesso.
La norma indica la dicitura "Recedere dal contratto qui" (o una formula equivalente altrettanto chiara). Il pulsante deve essere facile da trovare e ben visibile: niente "annulla" o "gestisci ordine" nascosti in fondo a una pagina.
Due cose. Primo: se non rendi disponibile la funzione di recesso, la finestra dei 14 giorni può estendersi fino a 12 mesi e 14 giorni, con ogni ordine che ti resta "aperto" per quasi un anno. Secondo: sul piano sanzionatorio l'asticella su "rendere facile annullare" si sta alzando, con l'AGCM che già interviene sulle pratiche commerciali scorrette.
Il modulo Pulsante di Recesso ti dà la funzione tecnica richiesta al checkout (pulsante, due step, ricevuta con data e ora, registro, accesso ospite). La conformità legale completa — CGV, testi precontrattuali, eventuali esenzioni di settore e gestione di resi e rimborsi — la imposti e la validi con il tuo legale. Il modulo costruisce il "pulsante a norma"; la cornice giuridica intorno la mette l'avvocato.
Dal 19 giugno il pulsante di recesso non è più una scadenza da segnare in agenda: è un obbligo attivo. Il tuo PrestaShop deve averlo fatto come dice l'art. 54-bis: etichetta vincolata, due step con conferma separata, ricevuta con data e ora, accesso anche all'ospite, info precontrattuali aggiornate. Attenzione ai due autoinganni del momento: il modulo Resi non è il recesso, e aggiornare le condizioni da solo non basta. Chi non è a norma si tiene il recesso aperto fino a un anno ed è esposto sul piano sanzionatorio. Il bottone, però, è mezza giornata di lavoro — o pochi minuti con un modulo pronto.
Lo ripeto, perché conta: questo articolo è un approfondimento tecnico, non un parere legale. Ti ho spiegato la funzione e come si costruisce sul tuo PrestaShop. Per la portata esatta della norma sul tuo store, per le eventuali esenzioni del tuo settore e per CGV, testi e gestione resi, il riferimento resta il tuo legale.
Frank
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Scritto da
15 anni su PrestaShop, 300+ store seguiti. Ingegnere del software: lavoro ogni giorno su e-commerce reali, tra migrazioni, performance e recupero vendite.